
L’armonia del creato nel cuore della storia: il laudario di Cortona di Gavin Bryars
Venezia, Chiesa del SS. Redentore – Sabato 11 aprile 2026, ore 20.30
VENEZIA – In un’epoca segnata da profonde incertezze globali e dal bisogno urgente di ritrovare un senso di fraternità universale, la Chiesa del Redentore si fa palcoscenico di un evento spirituale e musicale di rarità e grande bellezza. Sabato 11 aprile, alle ore 20.30, i Frati Cappuccini di Venezia, in collaborazione con Fondazione Archivio Luigi Nono e Cosmogram, presentano l’interpretazione del Laudario di Cortona attraverso la sensibilità contemporanea del compositore britannico Gavin Bryars.
Un ponte tra secoli: Francesco, il Redentore e la Lode
L’evento si colloca all’intersezione di due anniversari e ricorrenze di profondo significato civile e religioso. In primo luogo, le celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi (1226-2026). Il concerto intende onorare la figura del Poverello non solo come santo, ma come poeta della “Lode”. Il Laudario di Cortona, il più antico manoscritto di musica in volgare italiano, rappresenta l’eco diretta di quella rivoluzione spirituale che vide in Francesco l’iniziatore di un nuovo modo di dialogare con il Divino attraverso il creato.
Proprio come nel Cantico delle Creature, la musica di Bryars evoca quella dimensione spirituale che trasforma il dolore in bellezza e la preghiera in canto corale. Questa tensione verso l’assoluto si intreccia con i 450 anni del Voto del Redentore (1576-2026). La Basilica che ospita l’evento, nata come ex-voto della città di Venezia per la fine della peste, rimane ancora oggi il simbolo più potente della speranza che sorge dalla prova, della luce che vince l’ombra. La serata, infatti, si concluderà con l’esecuzione del celebre brano Jesus’ Blood Never Failed Me Yet, suonato dallo stesso Gavin Bryars accompagnato all’organo da Paola Talamini e alla chitarra da fra Francesco Tognato.
Musica per un tempo di crisi
Il contesto attuale, ferito da conflitti internazionali, crisi ambientali e un senso di smarrimento collettivo, trova in questo concerto un momento di sosta e riflessione. La scelta del tempo pasquale non è casuale: il passaggio dalla Passione alla Risurrezione rispecchia il desiderio dell’umanità di superare l’attuale “notte del mondo”.
“La lode francescana non è un esercizio estetico, ma un atto di resistenza spirituale”, spiegano gli organizzatori. “Portare le laudi del XIII secolo nella modernità di Gavin Bryars significa affermare che la pace e la cura del creato sono temi eterni, necessari oggi più che mai per guarire le ferite del nostro tempo.”
Il linguaggio di Gavin Bryars
Il compositore Gavin Bryars, tra i massimi esponenti della musica post-minimalista, ha lavorato per anni sul Laudario di Cortona, distillandone l’essenza melodica medievale per rimetterla in circolo con un linguaggio armonico sospeso e profondamente meditativo. Il risultato è un’esperienza immersiva, dove il suono sembra dilatare lo spazio della Basilica del Palladio, invitando l’ascoltatore a un ascolto che è, prima di tutto, un esercizio di interiorità.
Collaborazione e visione
L’evento nasce dalla sinergia tra i Frati Cappuccini di Venezia – custodi della spiritualità francescana al Redentore –, Fondazione Archivio Luigi Nono e Cosmogram, tre realtà che nell’Isola della Giudecca sono impegnate nella ricerca di connessioni tra arte, musica contemporanea e sacro.
La serata sarà introdotta dal musicologo Veniero Rizzardi e vedrà la partecipazione di un ensemble d’eccezione che darà voce e corpo alle complesse e spirituali trame sonore di Bryars: le interpreti Claron McFadden e Sofia Pozdniakova e i musicisti del Quarteto Obliquo (Angelica Faccani Agnese Amico, violini; Angelica Groppi, viola; Gabriele Tai, violoncello).
